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Rilanciare l’urbanistica per creare sviluppo economico e migliorare la qualità della vita del cittadino

By Maggio 20, 2019 No Comments

“Ho avuto modo in questi giorni di campagna elettorale di ascoltare le proposte di programma dei diversi altri candidati sindaco. – afferma Monica Gambardella, candidata della coalizione del centro destra – Su una cosa sono assolutamente convinta: l’idea di cancellare lo strumento urbanistico del Pat (Piano di assetto territoriale) che è costato anni di lavoro coordinato con la Regione Veneto, da professionista e da futuro sindaco, è uno stallo che Rovigo non può e non deve permettersi.

Si può governare bene, da subito, usando gli strumenti che si trovano a disposizione. Non concepisco l’arroganza di chi si propone come cambiamento, dopo essere stato amministratore di Rovigo per un decennio, pensando di governare facendo la rivoluzione e cancellando l’opera di chi lo ha preceduto.

Non è questo che Rovigo si merita, non ci si può permettere di sollevare un polverone che paralizzi l’attività degli uffici per anni, fino all’approvazione di un nuovo Pat.

A Rovigo serve una guida capace, che con umiltà e competenza, sappia scegliere quanto di buono è stato fatto finora e, finalmente, lo valorizzi.

L’amore per Rovigo non si dimostra distruggendo, ma lavorando e costruendo, fin da subito. La priorità è far ripartire i lavori pubblici. – continua Gambardella – I nostri capisaldi sono qualità ambientale ed architettonica, riqualificazione degli spazi degradati, rinaturalizzazione del suolo impropriamente occupato, le politiche sociali, la sicurezza e la rispondenza ai valori identitari e sociali della comunità locale. – prosegue Monica Gambardella, candidato sindaco del centro destra al Comune di Rovigo. –

Per fare questo predisporremo subito la  variante al piano degli interventi per ridare fiato all’edilizia e recuperare le aree a vincolo decaduto. Entro il 2019 sarà necessario anche attivare il recredit e l’inserimento del credito di rinaturalizzazione oltre che la variante riguardante i piani attuativi parzialmente attuati ed incompleti, sia produttivi che residenziali. Questi sono solo alcuni degli strumenti valutati per ridare vigore alla nostra città.

In primis è da rivedere la viabilità, i trasporti e l’intermodalità, con attenzione alle piste ciclabili all’interno dell’area vasta.

Tra le necessità più urgenti, in città, c’è quella di dare nuova vita ai vuoti. Se i finanziamenti del bando periferie andranno a buon fine all’ “Ex Maddalena” proponiamo un polo sportivo d’eccellenza per grandi manifestazioni e la sede del comando della Polizia municipale. Per raggiungere il centro sportivo a piedi o in bici, vanno potenziate le piste ciclabili e anche i trasporti su gomma. – spiega Gambardella, anche i veste di architetto – Sul centro storico, invece, va sostenuto un programma strutturale a medio termine in una logica di insieme.

Su Piazza Duomo, bisognerà riprendere il progetto Piruea già finanziato collegandolo al progetto per nuovi parcheggi nell’area ex Vigili del Fuoco.

All’ex Gabar, come già anticipato, puntiamo al recupero dell’esistente per creare un centro servizi per giovani dove trovarsi, suonare, sviluppare attività artistiche creando eventuali piccoli negozi di vicinato e parcheggi.

Alla Piazzetta Annonaria, punto ad una copertura trasparente, per poterla godere durante tutte le stagioni, e anche nella zona centrale, rivitalizzando così il suo storico mercato con piccoli negozi specializzati nei prodotti enogastronomici locali, con possibili agevolazioni per ristoranti, trattorie, agriturismi del nostro territorio che volessero godere di un negozio vetrina in centro storico, con nuovi ristoranti che valorizzino prodotti locali e street food. Lo scopo è creare eventi a tema per animare la città in tutti i periodi dell’anno, anche riqualificando la vicina fontana ed il relativo parco, autentico luogo di refrigerio d’estate. Per attirare le attività all’interno della Piazzetta prevediamo agevolazioni per l’affitto e lo snellimento delle pratiche burocratiche di insediamento.

L’auspicio, anche da architetto, è che vi sia una collaborazione costante con i professionisti della città in un’ottica di riqualificazione di area vasta perché Rovigo non può più pensare solo a sé stessa, ma valutare tutte le opzioni di raccordo con le città vicine per fare rete e crescere in modo sistemico anche dal punto di vista urbanistico per attirare nuovi cittadini e migliorare la vita di chi già la abita”.