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Monica Gambardella – Lettera aperta alla cittadinanza

By Maggio 24, 2019 No Comments

Sono la donna della Protezione Civile della Provincia di Rovigo, quella persona a cui Comuni, Regione, Enti si sono rivolti per vent’anni per aiutare a risolvere i problemi emergenziali delle popolazioni.

Quella funzionaria che ha lavorato, studiato, combattuto per preparare, formare, pianificare, organizzare il Sistema provinciale in ambito veneto e nazionale, confrontandosi con tutti gli interlocutori, pubblici e privati, economici e associazionistici.

Quel tecnico che ha trovato fondi pubblici e privati, che chiamata è andata a L’Aquila, S. Felice sul Panaro (MO), Montemonaco (MC), Rocca Pietore (BL) per dare una mano.

Nel frattempo ho visto la mia Città impoverirsi di persone, idee e ricchezza e non solo per colpa della crisi che ha colpito il mondo.

Quando l’Assessore regionale Cristiano Corazzari –  che ho conosciuto ai tempi del sisma 2012 a Stienta –  con l’avvallo dell’Assessore alla Protezione Civile e Ambiente Gianpaolo Bottacin e del Presidente del Veneto Luca Zaia, mi ha chiesto di risolvere l’“emergenza Rovigo”, mettendo a frutto la mia esperienza tecnica e amministrativa, la capacità di fare rete valorizzando risorse umane e materiali, ho detto “perché no?”

Sono una donna nata e cresciuta a Rovigo, nella cui esperienza assomma problematiche della famiglia, dai piccoli agli anziani, dei malati, dei disabili, delle altre donne, dell’impresa e della professione. Abituata a lavorare con gli uomini alla pari, con quella semplicità e concretezza che non pretende di sapere quello che non sa, ma che difende quello in cui crede.

La Protezione Civile insegna che non bisogna avere la presunzione di sapere tutto, perché esistono apposta gli esperti e che le procedure corrette, la formazione e preparazione, la persona giusta al posto giusto sono vincenti.

E’ vincente per trovare soluzioni in poco tempo, per andare incontro alle esigenze del territorio e della popolazione, per uscire da questa emergenza che sembra irreversibile e fa fuggire i giovani.

Ecco che ce la possiamo fare. E lo dico al plurale, perché, senza presunzione alcuna, so che solo insieme si supera l’emergenza, ascoltando, valutando e agendo.

Nella mia visione a Rovigo ci sono:

  • Piste ciclabili per raggiungere i vari punti della città e delle frazioni, intermodalità per i pendolari e i turisti, strade sicure percorribili.
  • Illuminazione pubblica con il criterio del risparmio energetico.
  • Scuole e Università sicure con impianti a norma, scale e uscite di sicurezza e soffitti non pericolanti.
  • Palestre e impianti sportivi a norma, dove potersi allenare in salute e divertendosi.
  • Servizi pubblici essenziali (acqua, luce e gas) e presidi sanitari per la popolazione. In quest’ottica la farmacia anche nelle frazioni per il quotidiano di chi non si sposta facilmente, ma riferimento importante in emergenza.
  • Razionalizzazione della macchina comunale, efficientandola, perché le procedure amministrative seguano tempi e percorsi chiari e controllabili, anche mediante la digitalizzazione nell’ottica di una smart city, perché le risorse umane siano valorizzate in maniera meritocratica  
  • Gestione oculatadelle risorse comunali di bilancio, ma anche reperimento di altri fondi, tramite bandi regionali ed europei avvalendosi del supporto anche di una struttura esterna dedicata come il CONSVIPO
  • Concertazione tra enti, associazioni di categoria, professionali, per dare servizi e sviluppare concretamente i progetti, cohousing, project financing, rivalorizzazione e riqualificazione commerciale, urbanistica e turistica della città.
  • Collaborazione con le associazioni per gestire e fornire servizi, per merito e competenza, in materia di politiche sociali, welfare, povertà, asilo notturno, assistenza a genitori single, donne vittima di violenza.
  • Musei, teatri, mostre inseriti in circuiti virtuosi, facendo rete con i comuni capoluogo del Veneto e non solo.
  • Creazione di tavoli di confronto nei quartieri e nelle frazioni, perché sia sempre alta l’attenzione verso tutti i cittadini di Rovigo.
  • Attenzione ai disabili, con uno sportello informativo e applicazioni informatiche ad hoc, e abbattimento delle barriere architettoniche.

Tutto ciò, e non solo, non è impossibile, ma richiede un duro lavoro, capacità di ascolto e l’apporto di persone qualificate e una società civile partecipe e motivata. Io desidero una cittadinanza attiva, che ritrovi il senso civico dell’abitare in una città a misura d’uomo, in cui vivere in maniera inclusiva e rispettosa delle persone, delle regole, delle tradizioni sia un valore aggiunto, un punto di forza del nostro capoluogo che mette al centro la qualità della vita.

Facciamo squadra.  Io ci voglio provare, insieme a tutti Voi.

Grazie per la fiducia